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Il Moto e la Cinematica

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Il Moto e la Cinematica

Messaggio Da Ken-Scienza il Sab Giu 18, 2011 1:18 pm



Il moto
Ogni cosa che ci circonda è in movimento anche quando tutto ci sembra fermo: può essere perché l'oggetto in moto è lento o distante, e quindi è difficile percepirne il movimento con i nostri sensi, oppure perché è l'oggetto stesso a non essere direttamente percepibile, oppure perché l'oggetto macroscopico che ci appare fermo è formato da parti microscopiche in movimento... A qualunque scala si osservi, il moto anima l'universi, dal microcosmo degli atomi e delle particelle elementari, al macrocosmo delle stelle e delle galassie. Non è un caso, perciò, che il primo argomento di cui si è occupata la fisica è stato imparare a descrivere il moto, senza preoccuparsi - almeno inizialmente - delle sue cause.

La cinematica
Studiare il moto, anche quello più semplice, non è facile. Se ne occupano due discipline: una si dedica a descriverlo quantitativamente, l'altra a studiare le forze che lo provocano e che permettono di prevederne lo sviluppo. La prima deriva il proprio nome dal francese cinématique, mutuato dal termine greco kinematos (movimento): definita anche geometria del movimento, la cinematica descrive il moto nello spazio quadridimensionale costituito da tre coordinate spaziali e da una coordinata temporale. Approssimando, quindi, si può dire che un movimento è uno spostamento che avviene nello spazio (lungo un percorso chiamato traiettoria) e nel tempo. Descrivere un moto, perciò, significa poter individuare la posizione nello spazio assunta dal corpo in movimento, ovvero conoscerne la traiettoria. È proprio la traiettoria - tipicamente descritta come linea continua tracciata nello spazio - a dirci dove si trova l'oggetto di cui stiamo osservando il moto, in un certo momento.
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