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Relatività generale

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Relatività generale

Messaggio Da Ken-Scienza il Ven Ago 14, 2009 1:54 am

La teoria della relatività generale venne presentata come serie di letture presso l'Accademia Prussiana delle Scienze, a partire dal 25 novembre 1915, dopo una lunga fase di elaborazione. Esiste un'annosa polemica sulla pubblicazione delle equazioni di campo tra il matematico tedesco David Hilbert ed Einstein; tuttavia, alcuni documenti attribuiscono con una certa sicurezza il primato ad Einstein.

Il fondamento della relatività generale è l'assunto, noto come principio di equivalenza, che un'accelerazione sia indistinguibile localmente dagli effetti di un campo gravitazionale, e dunque che la massa inerziale sia uguale alla massa gravitazionale. Tramite il calcolo tensoriale.

Pur dimostrandosi nel tempo estremamente accurata, la relatività generale si è sviluppata indipendentemente dalla meccanica quantistica e finora mai riconciliata con essa. D'altro canto, la fisica quantistica, pur potendo includere la relatività ristretta, non tiene conto degli aspetti della relatività generale.

Nella relatività generale i limiti sono dovuti essenzialmente al trattamento delle singolarità e degli stati della materia in cui le interazioni gravitazionali e quantistiche arrivano ad avere lo stesso ordine di grandezza. Tra le evoluzioni prospettate per tale teoria, le più note ed investigate sono la teoria delle stringhe e la gravitazione quantistica a loop.

Ipotesi sulle origini

La genesi e la paternità della teoria della relatività, così come fu elaborata da Albert Einstein, è circondata da una sorta di mistero che periodicamente torna ad affiorare, generando discussioni nel mondo scientifico. Negli anni ottanta un gruppo di studiosi portò avanti su un quotidiano italiano, Il Giornale di Vicenza, una lunga battaglia a sostegno di una tesi secondo cui la celebre equazione di Einstein, E=mc², sarebbe stata fatta derivare direttamente dallo studio Ipotesi dell'etere nella vita dell'universo, presentata nel 1903 al Reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti di Schio (VI) da Olinto De Pretto (1867-1921). De Pretto, laureato in agraria, di professione industriale ma appassionato di fisica e di geologia, non rivendicò mai però la paternità - neppure in nuce - della celeberrima formula. Nel 1999, il "Caso De Pretto" ha trovato tuttavia nuova linfa per mezzo di Umberto Bartocci, docente di storia della matematica all'Università di Perugia, il quale ha narrato la propria visione dei fatti nel pamphlet - accolto peraltro con un certo scetticismo dall'ambiente accademico - Albert Einstein e Olinto De Pretto, la vera storia della formula più famosa del mondo. Ma Einstein, in base alle supposizioni formulate nel tempo intorno al suo lavoro, potrebbe essere stato aiutato nelle sue elaborazioni sulla relatività generale da un altro italiano: il matematico Gregorio Ricci Curbastro (1853-1925) che mise a punto propri particolari calcoli tensoriali. A ciò si aggiungano le relazioni e la collaborazione con l'amico svizzero Michele Besso, che Einstein ringraziò scrivendo:"... concludendo, tengo a dire che l’amico e collega M. Besso mi ha costantemente prestato la sua preziosa collaborazione mentre lavoravo a questo argomento, e che gli sono debitore di parecchi interessanti suggerimenti."
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Re: Relatività generale

Messaggio Da Hapgood il Dom Gen 23, 2011 8:51 pm

scusa la mia ignoranza, ma io non riesco a comprendere appieno questa cosa, non so perché... mi potresti fare un piacere? potresti spiegarmi in modo più semplice la relatività generale (e anche quella ristretta)? Come dice un amico mio:"per parlare difficile, sbagli facile"! io so cosi! Razz
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Re: Relatività generale

Messaggio Da Ken-Scienza il Lun Gen 24, 2011 12:08 am

Per una spiegazione semplicissima della teoria ristretta (la prima) e quella generale (la completa) basti leggere il "paradosso dei gemelli". Lo conosci? Se no, parla di due gemelli: uno è avventuriero e gli piace viaggiare e l'altro è un fisico teorico che adora rimanere con i piedi per terra. Il primo fratello intraprende un viaggio lungo 10 anni luce per raggiungere una stella, quando ci arriva deve ritornare indietro e quindi impiega altri 10 anni luce. (Per anni luce s'intende viaggiare costantemente alla velocità della luce così da impiegare 10 anni per coprire una distanza così lunga) Detto questo al ritorno il fratello che ha viaggiato si ritrova più giovane di quello che è rimasto a terra. Perché? Semplicemente perché il punto di riferimento del fisico teorico era il pianeta terra e lì il tempo e la velocità erano talmente normali da non consentire un'adattamento dello spazio e del tempo al loro movimento. Per il secondo invece, l'avventuriero, è accaduto il contrario perché come punto di riferimento aveva una navicella che viaggiava pari alla velocità della luce (c: 300.000 km/s) a questo punto il fenomeno che è accaduto è accentrato sullo spazio e sul tempo, questi si son dovuti adattare a questo movimento così rapido. Dunque ricapitolando il tempo del fisico era quello in cui noi tutti viviamo, quello del fratello dinamico invece è rallentato per via della variazione che ha dovuto esercitare. Ecco a te che man mano che si avvicina alla velocità della luce, il continuum spaziotempo si adatta. Si deduce dunque che questi elementi sono relativi.
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Re: Relatività generale

Messaggio Da Hapgood il Lun Gen 24, 2011 10:37 am

Si conoscevo già il paradosso dei due gemelli, solo non l'avevo mai associato alla relatività.. non capisco perchè però questo esempio spieghi la relatività, forse perche il tempo come lo spazio è relativo alla velocità e alla massa? e quella ristretta invece che ruolo ha?
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Re: Relatività generale

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